...E Marasco compie l'azione più splendida di tutta l'opera, dirige, concerta, suona. Sembra una banalità, ma è proprio davanti a quel sipario chiuso, con una sinfonia che basta da sola a illuminare l'intera serata a teatro che ci convinciamo una volta di più che Puccini vale Mahler, il suo maggior detrattore, e che non c'è scarto di bellezza fra il massimo capolavoro mahleriano (Das Lied von der Erde, il Canto della terra) e questa musica del maestro lucchese, certo l'apice più alto di tutte le musiche che Puccini abbia mai composto per l'opera o per la liturgia. E ci accorgiamo che quel momento musicale, orbo d'immagini e privato di drammaturgie oniriche, proprio quel momento, davanti a un sipario chiuso, con l'ampio gesto del direttore, la sua figura stagliata sul podio, i fremiti della bacchetta, quel ripiegarsi e rialzarsi in ampi gesti d'invito ai violoncelli, ai violini, alle viole, agli strumentini, quel tempo così perfetto per una melodia che strugge il sangue, quel respiro rattenuto e poi calibrato sul suono dei suoi orchestrali, i legni, gli ottoni, i contrabbassi, l'arpa, i piatti, strumenti "operai" dell'orchestra (come li definisce Gianandrea Noseda), ebbene quel momento lì - proprio perché nudo d'orpelli - è la perfetta premonizione del dramma che sta per compiersi, "due cose potrei fare / tornar a divertire la gente col cantare / oppur, meglio, morire".
(Madama Butterfly Rovigo 2011)

...Lo sguardo che intercorre tra i due è la chiave del dramma che Nicola Marasco, direttore della prestigiosa Orchestra Sinfonica dell’Europa Unita, porta ora in scena con un film-concerto che rappresenta tutto il panorama del patrimonio culturale romantico visto in chiave moderna…Da ultimo una particolare citazione per il Direttore dell’orchestra Nicola Marasco che ha accompagnato i protagonisti del film con sessanta elementi magistralmente diretti con una grande esperienza malgrado la sua giovane età....
(Il profumo della dolce Vita, 22 giugno 2014)

Piacevolissima sorpresa della serata la direzione d’orchestra di Nicola Marasco, anch’esso uscito dai ranghi della bolognese Scuola dell’Opera Italiana. Marasco dirige una Filarmonica Marchigiana in gran forma con mano sicura e grande attenzione a valorizzare appieno tutti i colori della ricca partitura pucciniana, dal rilievo dato ad arpa e campanelli all’ingresso di Butterfly al conturbante duetto d’amore, dove riesce ad abbinare uno spessore di suono quasi sinfonico alle ragioni del canto che non viene mai coperto. Direzione contrassegnata sempre da una grande teatralità: emozionante ad esempio la realizzazione del crescendo e diminuendo del timpano sotto un tappeto di archi di dolorosa intensità, allorquando Butterfly comanda a Suzuki di andare a vegliare il figlio dopo aver deciso di porre fine alla sua vita, riuscitissimo momento di “batticuore orchestrale” come perfetto specchio dell’azione scenica. Interessante anche la scelta di legare secondo e terzo atto senza soluzione di continuità, recuperando una sorta di Intermezzo orchestrale dalla prima versione dell’opera andata in scena a Brescia il 28 maggio del 1904 e poi rimaneggiata nella versione corrente a causa del palese insuccesso.
(Madama Butterfly, Jesi - OPERACLICK)

Marasco ha colto con sicura percezione lo spirito delle opere, esaltando comunque l’aspetto più evidente delle partiture e cioè appunto la sonorità, resa con misura calibrata, con eleganza e, al tempo stesso - in Schumann in particolare  - con appassionato e a tratti elettrizzante slancio, anche nei frequenti momenti di struggente e pastorale lirismo. Esecuzioni in ambedue i casi, puslanti di sincera vitalità, di vivida freschezza nelle quali l’orchestra ha pienamente  risposto alle intenzioni del direttore, contribuendo con mirabile impegno in maniera decisiva al successo della serata, confortata da una massiccia presenza di pubblico, largo di sinceri e meritati consensi.
(Mozart Linz-Symphonie, Schumann Sinfonia n. 1 “Primavera”, Orchestra Sinfonica della Provincia di Bari - N. Sbisà, La Gazzetta del Mezzogiorno)

Una platea entusiasta ieri sera all'Auditorium Conciliazione di Roma per il film-concerto "Tristano e Isotta -Eros e Thanatos - Una fiamma senza tempo". I protagonisti, oltre alla variegata orchestra Sinfonica dell'Europa Unita diretta dal giovane Maestro Nicola Marasco, sono stati la pianista Rossana Tomassi Golkar, nel ruolo di Isotta, e il violinista, Marco Rogliano, nel ruolo di Tristano, in un racconto d'amore tra musica e immagini proiettate che hanno ben descritto la passione dei due amanti, una passione forte e che non ha fine. Anche dopo la morte. Un'opera esclusiva, resa per la prima volta attraverso una scenografia virtuale, che ha svelato il mondo interiore di un intenso dramma senza tempo. Progetto arduo e innovativo quello andato in scena ieri sera: un film-concerto volto a descrivere la caducita' umana e l'inconscio dei protagonisti. In abiti di scena i due Maestri, di fama nazionale e internazionale, hanno fatto rivivere l'opera wagneriana in tre atti: "Filtro d'amore, Inno alla Notte e Amore e Morte d'Isotta". Il pubblico non solo si e' lasciato cullare e coinvolgere dalle note degli strumenti ma anche dalle scene evocatrici in cui, inizialmente, si e' potuto scorgere la nave che conduceva la figlia del Re d'Irlanda Isotta come sposa a Marke, re di Cornovaglia, in un mare quasi in tempesta e sotto un cielo ombroso. Oscuri presagi di cio' che accadra' dopo.
(AGI, Roma 14 giu 2014)

...Per la parte musicale la serata si è svolta con una grande esibizione musicale dell’Orchestra lirico-sinfonica “Suoni del Sud”, una formazione composta da 30 musicisti pugliesi tra i migliori diplomati e diplomandi del conservatorio foggiano con uno straordinario direttore d’orchestra: il maestro Nicola Marasco. La rappresentazione del “Il Barbiere di Siviglia” si avvalsa di un cast di pregio con Olesya Chuprinova (Rosina), Cuneyt Unsal (Figaro), Pasquale Scircoli (Conte di Almaviva), Matteo D’Apolito (Don Bartolo), Giuseppe Ranoia (Don Basilio) e Libera Granatiero (Berta).
(il Barbiere di Siviglia, statoquotidiano.it)

...Nicola Marasco, il giovane maestro cui è affidata la concertazione e direzione dell'opera... ottiene dalla FVG Mitteleuropa Orchestra un colore autenticamente rosicano, dando all'insieme un certo ritmo e sufficiente vivacità. Anche il rapporto con il palcoscenico è governato abbastanza bene: insomma una prova più che positiva...
(Rino Alessi, l'Opera n. 272, Settembre 2012)